martedì 21 febbraio 2017

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Con le mani ancora piene di spiccioli rubati, tra un cortile e la fine della strada; son caduto assai vicino al marciapiede, dove vidi arrivare un bel signore, ornato a boccoli per l'occasione.No. Non era solo ché mi ha salvato da una figuraccia con la moglie del radiologo, collega da un po' poco; il problema risaputo era la sorella dello sconosciuto.Già faceva un poco l'alba, e, con il chiarore, lei mi aveva visto assai ubriaco e penzolante sulle gambe. Una vera nottataccia scivolata via senza una risata, scivolata con una caduta del mio stile; che non si aspettava poi nessuno, arrivato in quella platea, rose e fiori a primavera. Non era mai andata così male, l'ultima dei miei spettacoli al Tonale; sono diventato vecchio e stanco, e non sono più riuscito a stupire, anche se per poco e irriverentemente, un vero pubblico di signori messi insieme e tanta gente.  Finalmente ho constatato che mi resta poco. Torno a casa volentieri, e vi torno a piedi; ché la fine si avvicina in un sol balzo, vado in pensione ad Acapulco. 




Grazie a tutti per le numerose visite.

Roberta Migliaccio






























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