Una sera come un'altra, ieri sera, quando è morta zia Carmela. I vicini addolorati, son venuti alla mia porta, tutti quanti indaffarati. Io restavo già in poltrona, con il gatto che dormiva. Era sì sdraiato addosso, e il cane voleva l'osso. Arrivò poi il professore, un po' sudato e di cattivo umore. Non mancava più nessuno, al portone giù da basso... io me la facevo addosso.
Non è stato proprio il modo, di portare il mio saluto, a una salma un po' avvizzita, dalla vita ormai passata.
Lei credeva, ed era chiaro, fossi un uomo non da poco; ma di fronte a quel saluto, io mi son tirato indietro.
Sono affari assai importanti, quando arrivano i parenti. Per Carmela, di sicuro, sono proprio un nessuno; solo un figlio irriverente, che non sa proprio un bel niente. Non un fiore le ho mai dato... sono proprio un disgraziato.
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