giovedì 29 dicembre 2016

L'ora del solstizio








Hai lasciato la sottana, sul comò della Signora, che hai incontrata ieri sera, mentre andavi ancora a cena.L'hai baciato sulla porta, quel tuo amante profumato, dal sapor di cioccolato.Percorrevi la stradina dietro il muro, che ti riportava indietro. E da me sei ritornata, troppo tardi per la notte; che ho chiuso il mio portone, come fa solo un coglione.Ti ho trovata la mattina, tutta stanca e assai arrabbiata; che cercavi la tua gonna, e i gioielli della nonna.Ti ho ridetto, un'altra volta, sono sciocco quanto vuoi, ma non mi commuovi mai. Mi è bastata la lezione, del tuo glorioso adone. Hai già fatto la figura, della troia assai sicura.Ti vantavi con gli amici, che son bello e gran signore, poi sei andata in motoscafo, con quel tale brizzolato. Mi hai lasciato per più volte, solo, stanco e senza scarpe. Ora sono assai impegnato, per cercarti senza fiato; sono solo un po' sconvolto, perché ormai io scopo molto. Senza te lo faccio sempre, ne ho ancora tante in mente.



























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